Una meraviglia della Sicilia: Taormina

La Sicilia è un dono di Dio, ci sono posti che non ti immagini, alla fine di una strada ti imbatti in un anfiteatro fatto di pietra lavica, e se sali sull’Etna e vedi il mare, beh, allora capisci perché chi conosce la Sicilia ne sia innamorato.

Carmen Consoli

Da qui vorrei partire oggi, parlando del mio recente viaggio a Taormina. Cosa dire tanto per cominciare?

La Sicilia non è casa mia, non è la mia terra natale, ma ogni volta che ci torno trovo qualcosa di familiare; in Sicilia tutto è più: i colori sono più brillanti, i profumi sono più intensi, le risate sono più fragorose e più vere, che sgorgano direttamente dal cuore, la gente è più calorosa (e a volte pure più matta!!), il cibo è più, più e basta perché non c’è una definizione che possa racchiudere il cibo di questa terra, solo i kg che ho preso possono raccontarlo.

La Sicilia è immensa, tu arrivi in un punto e pensi di potertela girare tutta, e invece no, stai là e rimani incantato dal posto, come Ulisse nella terra dei mangiatori di Loto, e non te ne vorresti andare più.

Dicevo, è immensa e per girarla non bastano 13 giorni, non sono sufficienti neanche per esplorare la costa orientale, come stupidamente pensavo io prima di partire. Mi ero già fatta un programma dettagliatissimo, con tempi serrati: oggi qua, domani là, dopodomani Siracusa, poi a Noto e poi tutti al manicomio, insomma! Alla fine era impossibile girare così tanto, non ci saremmo goduti nessuna delle mete, quindi si è deciso di rimanere intorno a Taormina.

Arriviamo quindi al punto: cosa c’è da vedere a Taormina? Ne vale davvero la pena? E’ veramente così cara? Dove si può mangiare senza dover prendere un mutuo?

Andiamo con ordine: vi farò una bella lista su Taormina e zone limitrofe (e un po’ meno) così da mettere ordine e non confondere le idee nè a voi, nè a me.

La città di Taormina. 

Taormina è bella, è un (come piace definirla a mamma) gingillo, un tripudio di sole, colori…e di turisti stranieri.

Taormina è attraversata da un corso che si arrampica da porta Messina (più in basso, e rivolta verso la città di Messina) fino a porta Catania (più in alto, e indovinate perché si chiama così?). Punto. Il resto sono viuzze che darò a voi il piacere di esplorare, anche perché ho la memoria corta e potrei dirvi che un posto sta da una parte, e invece sta da un’altra, lo faccio per voi.

Ora, non voglio farvi una tiritera sulla storia di Taormina, per quello esiste Wikipedia e il sito della regione Sicilia, o vostro padre e la sua inseparabile guida del Touring vecchia come il cuccù.

 

Una delle viuzze di Taormina. (foto mia)

Ciò che vi posso dire, è che fino a circa gli anni ’70, Taormina era più o meno come Capri: inarrivabile per noi comuni mortali che campiamo di stipendio. Dopo il terremoto che ci fu in quegli anni, la città decise di darsi una svegliata e di mostrarsi ai comuni mortali in tutta la sua bellezza, cambiando il suo stile di vita e aprendo la strada al turismo come oggi lo conosciamo.

E devo dire che ci sanno proprio fare: hanno creato lavoro per tutti, è sempre strapiena di gente in qualsiasi stagione, grazie anche al bel clima siciliano (che in agosto non è poi così bello co quell’afa, mamma mia non ce voglio pensà che già me prendono gli scompensi) che dona a Taormina delle meravigliose stagioni.

Parlando con la gente che lavora qui, come i ragazzi che portano i visitatori con la barca per esplorare le grotte, capisci che in questa città non ci si ferma mai: la stagione va da aprile a novembre “Poi ci facciamo le vacanze di Natale a casa, gennaio e febbraio mettiamo a posto le barche e si riparte”. Mecojoni.

 

Cosa c’è da vedere a Taormina? 

Regà, ma che ve lo dico a fare? Non è una città enorme di cui si possono visitare solo certi posti particolari, non famo ste americanate, dai. Taormina vale la pena di essere vista tutta, si gira in neanche mezza giornata, ma ti perderesti nel suo groviglio all’infinito per quanto è carina. Un posto che vale la pena di essere visto a Taormina è senza dubbio il teatro greco che si trova vicino a Porta Messina, alla fine di via del Teatro Greco, accanto a un bellissimo hotel da cui esce gente sempre fresca e abbronzata con il maglioncino legato sulle spalle, mentre tu stai grondando dopo la leggera salita della strada.

Che ingiustizia la vita. Il teatro costa 10 euro a persona, 5 euro ridotto (se si è minori di 25 anni) e gratuito per i minori di 18 anni e per gli insegnanti. Che posso dirvi del teatro?

 

 

(foto mia)

Chi come me ha studiato al classico e si ricorda come funzionavano i teatri nell’antica Grecia, saprà quello che provo, il forte carico emotivo che queste rovine si portano dietro. E’ un’emozione davvero unica e inspiegabile a parole: guardando con attenzione, potreste riuscire a vedere gli spalti gremiti dal pubblico, che attende l’entrata in scena del deus ex machina, mentre il sole tramonta sul mare.

 

Sì vabbè, tutto bello ma hai vissuto solo d’aria?

Ovviamente NO. Ho vissuto di ARANCINI. Questo è il vero cibo degli dei, altro che ambrosia! Poi sono grandi e tutti ripieni, non solo il centro!!Anche il cibo è generoso in Sicilia! Il mio consiglio è L’arco, un posto in cui fanno gli arancini a 2,50 proprio dopo porta Catania, venendo da fuori città. Non vi fermate al solito arancino col ragù, provate quello con pistacchio e speck! Aspetterò i vostri ringraziamenti!  Un altro posto è un alimentari davanti alle scale che portano all’isola Bella dove le signore che ci lavorano sono veramente gentilissime, e gli arancini ancora di più. Mamma mia che nostalgia.                                       

Ma adesso parliamo dell’altra rappresentante della Sicilia: LA GRANITA! La granita siciliana è altro, noi profani che veniamo dalla terraferma non possiamo comprendere, abituati come siamo a quei pezzi di ghiaccio imbevuti di sciroppo che ci propinano tutte le gelaterie. Dovrebbero metterli in galera.

Una molto buona l’ho mangiata al Bam Bar proprio al centro di Taormina, vicino a porta Messina, oppure in un bar sul corso con i tavolini di ceramica di Caltagirone. Assaggiate la granita ai gelsi con panna.

 

I mezzi a Taormina.

Se soggiornate a Mazzarò, ovvero sotto Taormina, o se semplicemente non volete vendere un rene per parcheggiare la macchina ai posteggi a pagamento, dovrete sicuramente usare i mezzi. Bene, una volta trovato parcheggio (so che non è una cosa scontata, ma le bestemmie non aiutano a trovare un posto), forse vorrete prendere la funivia fin su a Taormina da Mazzarò.

Io ve lo sconsiglio semplicemente perché costa 3 euro a persona, mentre il comodissimo e carinissimo autobus comunale, che passa lì davanti al piazzale della funivia dall’altra parte della strada, viene solamente 1,10 che pagherete direttamente all’autista e ciao funivia.

 

La spiaggia dell’isola Bella.

Ci sono molte spiagge intorno a Taormina, ma questa è quella che vi ruberà il cuore e che non vorrete più lasciare. Nonostante la ripida scalinata per scendere giù (che OVVIAMENTE poi diventa una salita, li vogliamo smaltì sti arancini o no?) è una delle più belle spiagge che abbia mai visto.

L’acqua è splendida, ci sono i sassi invece di quella sabbia fastidiosissima che devi togliere in continuazione dall’asciugamano quando la gente ti passa accanto (ATTENZIONE ATTENZIONE ATTENZIONE!!! In acqua ci sono gli scogli, non fate i coraggiosi e portatevi le scarpette per nuotare, altrimenti potete dire ciao ciao ai vostri talloni), e l’isola Bella è una gioia per gli occhi.

 

Isola Bella dalla scalinata omicida (foto mia)

 

Dintorni di Taormina (anche no).

Devo dirvi la verità, a me non piace stare buttata in spiaggia per due intere settimane senza visitare altro, quindi, insieme ai miei genitori, ci siamo spostati dalla città di Taormina e abbiamo esplorato i “dintorni”: virgolettato perché 151 km fino a Piazza Armerina non li definirei proprio dintorni, ma dovevamo farlo; il casolare romano, patrimonio dell’Unesco, è straordinario, è come essere scaraventati nel passato, nella vita quotidiana di questo grande dominus che commerciava le belve africane e le rivendeva a Roma per i giochi negli anfiteatri. I mosaici sono praticamente intatti e raccontano storie che solo l’arte musiva sa comunicare.

Scusate, chi è che ha inventato il bikini? (foto mia)

Subito dopo Piazza Armerina, siamo passati da Caltagirone, dove abbiamo avuto l’occasione di vedere la scalinata in maioliche e di comprare i souvenirs da portare a casa.

(foto mia)

Lasciata Caltagirone, siamo ripartiti alla volta di Niscemi, in provincia di Caltanissetta dove ho incontrato una mia amica che vive lì. Niscemi si trova su un’altura in mezzo a una piana arsa dal sole e per questo, dal suo belvedere, si può godere di uno dei panorami più belli della Sicilia.

(foto mia)

Forse di Niscemi avete sentito parlare per la questione del MUOS (Mobile User Objective System) un impianto di antenne usate dall’esercito americano per garantire le proprie comunicazioni attraverso una rete mondiale. Il problema di questo MUOS è il suo essere altamente nocivo per la popolazione che lo ospita (per avere maggiori informazioni, vi rimando a questo link http://www.nomuos.info/cose-il-muos/)

Ultima tappa fuori la città di Taormina (non lo stesso giorno delle città di cui vi ho appena parlato) è stata la nostra escursione sull’Etna. Non fatevi ingannare dal fatto che siamo in Sicilia, sull’Etna faceva freddo. Anche perché è alto 3000 m! Ai più temerari, consiglio di andare a piedi fin su partendo dal parcheggio.

A chi come me se farebbe ammazzà piuttosto che farsi tutti quei km a piedi e per di più in pendenza, consiglio la funivia (anche se costa 30 euro a persona e la salita non dura neanche 20 minuti, tacci vostra!) e di proseguire a piedi fino in cima. Il paesaggio è pazzesco, non ho mai visto niente di simile…sembrava quasi di essere sulla luna!

(foto mia)

 

(foto mia)

Bene, io sono giunta al termine di questo articolo. Spero di esservi stata utile!

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